La cultura da osteria
L’osteria era un luogo in cui si andava per bere vino, per passare il tempo e per incontrare altre persone.
All’interno, seduti intorno a tavoli di legno su sedie impagliate o semplici panche, si beveva, si chiacchierava, si fumava e si giocava a carte, dando vita a gare di briscola, scopa, tresette.
Era frequentata da gente di varie condizioni: qualche forestiero di passaggio, uomini anziani del paese e poi braccianti, giornalieri e lavoratori saltuari.
I contadini, un poco isolati e con meno tempo libero, vi andavano raramente. L’unico a fermarsi la domenica mattina o nei giorni di mercato era il “reggitore” per tenersi al corrente sulle notizie, le voci, e gli affari del paese.
Le osterie della zona erano situate sia in centro che lungo le strade principali; in questo caso offrivano anche da mangiare e da dormire.
Oltre a quelle localizzate nelle frazioni di Trignano, Stiolo, Osteriola, Gazzata, c’erano, ai due lati opposti del paese di San Martino in Rio, l’Osteria della Posta in località “Borghi”e una trattoria in località “Mulino”. In centro, oltre a qualche Caffè, c’erano l’Osteria del Pellegrino e la Locanda del Pavone.
