LA STORIA CHE AVANZA

In occasione della Settimana europea per la Riduzione dei rifiuti, dedicata nel 2024 allo spreco alimentare, il Museo ha ideato un nuovo percorso tematico dal titolo “LA STORIA CHE AVANZA“, per mettere a confronto passato e presente, le difficoltà delle famiglie contadine di ieri di mettere a tavola tante bocche affamate e l’abbondanza di cibo sulle tavole di oggi. Una volta i contadini non sprecavano nulla, oggi invece produciamo tantissimi rifiuti.

LA STORIA CHE AVANZA è un albo illustrato, scritto e ideato da Alessandro Lumare (Edizioni Artebambini, 2012) le cui tavole sono state esposte nelle sale del museo dal 9 al 24 novembre 2024 e sono state di ispirazione per i laboratori didattici. Questo libro è un invito a trovare e trasmettere la bellezza con pochi gesti e interventi essenziali. Una bellezza a chilometri zero, percepibile nel quotidiano, che si assapora come un semplice e gustoso pasto. Così nel piatto i piccoli pezzi di avanzi diventano racconto e le immagini si lasciano trastullare dal senso delle parole nate dal sapiente lavoro d’intuizione e poesia di Alessandro Lumare.

LA STORIA CHE AVANZA è il collegamento tra passato, presente e futuro lungo la linea del tempo. Sono le buone pratiche dei nostri nonni e bisnonni racchiuse e conservate nel nostro Museo che oggi possiamo riscoprire e che ci possono guidare verso un futuro più sostenibile.

Cosa mangiavano i contadini? 

Pane, polenta, minestre, verdure: tutto quello che riuscivano a ricavare dal lavoro dei campi, dall’orto e dall’allevamento. Si utilizzavano bucce, gambi, semi e foglie di frutta e verdura che noi oggi siamo soliti scartare, così come musi, code, cartilagini, viscere e frattaglie. Gli avanzi del pasto erano conservati e riutilizzati: riscaldati, fritti, trasformati in polpette o polpettoni. In cucina non si buttava via nulla, nemmeno le briciole di pane perfette come mangime per le galline.

E oggi, quali sono le nostre abitudini?

Oggi le nostre cucine sono piene di elettrodomestici e in casa non mancano mai un frigorifero e un congelatore, grandi consumatori di energia elettrica ma utili per garantire lunga vita agli alimenti. I supermercati offrono una moltitudine di cibi freschi, confezionati o surgelati, sempre accessibili e provenienti da ogni parte del mondo. Cibi pronti confezionati, gastronomie, fast food, take away e food delivery hanno contribuito a cambiare le nostre abitudini alimentari. L’accesso al cibo è molto più facile e le tecniche di conservazione sono sempre più avanzate … eppure gettiamo tonnellate di cibo!

Lo spreco alimentare raccontato ai bambini
I percorsi didattici hanno coinvolto hanno coinvolto 15 classi della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.
 
Durante le visite, abbiamo osservato le tavole dell’albo illustrato per scoprire facce, paesaggi, scoiattoli ma anche bucce, semi, pezzetti di verdura. Abbiamo ragionato su quanto cibo, molto spesso, lasciamo nei piatti … perchè siamo troppo pieni, perchè non ci piace … a volte addirittura ci sono cose che non ci va nemmeno di assaggiare. Abbiamo pensato a come evitare che il cibo avanzato finisca nel pattume: si può mangiare il giorno dopo oppure si possono fare delle buonissime polpette. Abbiamo scoperto che una volta i contadini non sprecavano proprio nulla!
 
A tutti infine abbiamo chiesto di replicare la tecnica di Alessandro Lumare utilizzando elementi naturali: fagioli secchi, nocciole, gusti di noce, vinaccioli, semi di ciliegia, semi di zucca, castagne matte, bucce di mandarino, pula di farro, foglie di pannocchie arrotolate. Nel video sono raccolte tutte le loro creazioni!
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