Museo, terra, mezzadria
Il campo di indagine del Museo non si limita allo stretto ambito comunale, ma interessa un più vasto circondario.
L’area prescelta è la media pianura delimitata a est dal fiume Secchia, a ovest dal Crostolo, a Nord dalla linea immaginaria che va da Carpi a Novellara, a Sud dalla strada pedemontana Reggio – Sassuolo.
Si tratta di un territorio che presenta una notevole omogeneità di caratteri e che ha condiviso, dal medioevo sino alla prima metà del Novecento, la presenza su larga scala della conduzione agricola a mezzadria, che ha riguardato fino l’80% del territorio considerato. Una delle caratteristiche del contratto mezzadrile consisteva nell’obbligo, da parte del colono, di fornire mano d’opera sufficiente alla coltivazione di tutto il terreno concesso. Per utilizzare il meno possibile manodopera bracciantile, il cui costo era sempre a carico del colono, si formavano famiglie molto numerose (dai 20 ai 30 elementi di media, fino a punte di 50).
In questo tipo di conduzione, vicina al modello autarchico, era molto limitata la disponibilità di denaro per acquistare gli attrezzi di lavoro. Questo portò allo sviluppo di forme di artigianato familiare.
