Quant’è diversa da quella di Pila. Così brada, così palude, così primitiva, dove l’occhio sconfina sino alle pinete tanto lontane da creare in certe giornate un unico confine con le nubi. Ed è quello che Uber ha reso nel dipinto assieme all’immancabile piccolo cespuglio di tamericio rosso dal freddo. Vorrei che Lei potesse vedere e sentire nella valle di Marina Romea il vento che viene da terra, sempre forte da provocare la così detta “galaverna” spostata sulle foglie e sui rami, sul lato del mare. I così detti “falaschi”, le erbe incolte, gli arbusti, erano tutto un pizzo e gli argini così bianchi, richiudevano l’acqua che per contrasto diventava di un azzurro tanto intenso che nelle parti vicino alle rive si colorava di blu.
Raffaella Bertani, Manoscritto, 1996